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Didattica museale e nuove tecnologie*


Con l'Unità d'Italia si era già manifestata l'esigenza, da un lato di rendere partecipi tutti i cittadini della cultura nazionale, dall'altro lato di dotare le istituzioni scolastiche di materiali e di strumenti a supporto dell'insegnamento moderni ed efficaci.
In questa prospettiva il Ministero della Pubblica Istruzione (che assommava in sé le competenze riguardanti le cd. "Belle Arti", cioè i "Beni Culturali"), ricercò e diffuse tra le istituzioni scolastiche l'uso delle più moderne tecnologie disponibili in quell'epoca. Promosse, altresì, la conoscenza del nostro patrimonio culturale sollecitando le istituzioni scolastiche ad effettuare periodici "viaggi e visite d'istruzione". Particolare attenzione fu dedicata anche alla costituzione presso le istituzioni scolastiche di "raccolte" e di veri e propri musei scolastici.

A partire dal secondo Dopoguerra la collaborazione tra scuola e museo si rinnova in un nuovo quadro culturale. Tra gli anni '60 e '70, infatti, sia in ambito internazionale, sia in quello nazionale, si intensifica il dibattito e la ricerca sulla questione dell'apertura dei musei al grande pubblico.
Si tratta, infatti, da un lato di rispondere ai grandi bisogni di natura socioculturale manifestati dalla popolazione italiana nel suo insieme e, dall'altro, di migliorare la qualità dei processi di apprendimento nella scuola attraverso un rapporto di sinergia tra sistema educativo e istituzioni culturali. Così, tra gli anni '60 e '70, grazie all'impegno delle maggiori istituzioni ed autorità culturali del Paese si arriva a concreti impegni ed iniziative per la valorizzazione del patrimonio culturale italiano e per una rinnovamento del sistema educativo nazionale. Si apre, così, la strada per il costituirsi della Didattica museale: presso i grandi musei si creano sezioni didattiche, le scuole vengono sollecitate a visitare i musei, le scolaresche vengono accolte con appositi servizi educativi; anche gli Enti locali concorrono a questo grande movimento culturale offrendo un contributo insostituibile per la conoscenza del nostro patrimonio culturale "diffuso".
L'istituzione del Ministero per i Beni culturali (negli anni '70) segna, però, la separazione dei musei dalla scuola e, quindi, l'esigenza di individuare nuove forme di collaborazione tra le due istituzioni.

L'introduzione delle nuove tecnologie dell'educazione offre oggi grandi opportunità per la realizzazione di una didattica museale estremamente efficace secondo i principi così storicamente delineati. Da qui l'iniziativa congiunta tra i due Ministeri di sottoscrivere un Protocollo d'intesa in materia di applicazione delle ICT nel campo dell'Istruzione e della Cultura allo scopo di:
  • diffondere la conoscenza del patrimonio culturale nazionale ed internazionale
  • favorire l'accesso alle risorse culturali digitali definite secondo parametri condivisi a livello nazionale ed europeo e rese disponibili da programmi internazionali come "Minerva")
  • arricchire l'offerta formativa sostenendo l'uso dei contenuti culturali digitali stessi a fini didattici
  • individuare politiche e strategie comuni per campagne di comunicazione mirate alla fruizione del patrimonio culturale, anche per via telematica, in ogni grado del sistema formativo
  • sostenere le istituzioni scolastiche, nel rispetto della loro autonomia didattica ed organizzativa, nell'attività di formazione di una coscienza storica del patrimonio culturale diffuso da parte di tutti i cittadini come fondamento dell'identità della comunità nazionale, quale momento rilevante delle attività scolastiche curriculari ed extracurriculari.


*a cura dell'Isp. Antonio Ciocca