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 Normativa

Circolare Ministeriale n. 99 Roma, 12 aprile 1999

Oggetto: Scuola materna statale. Gestione dell'organico funzionale - a.s. 1999/2000

A. Premessa

L'organico funzionale - che dal prossimo anno scolastico 1999/2000 troverà attuazione anche nella scuola dell'infanzia - si inserisce nel processo di realizzazione dell'autonomia e ne rappresenta uno degli istituti fondamentali in quanto, attraverso una gestione flessibile delle risorse, costituisce lo strumento giuridico e organizzativa per migliorare l'offerta della scuola tenendo conto dei bisogni formativi del territorio.

In particolare l'introduzione dell'organico funzionale è finalizzata a:

- definire un modo nuovo e più equilibrato di attribuzione ad ogni istituzione scolastica delle risorse professionali, tenendo conto di vari elementi di valutazione (numero dei bambini, numero delle sezioni, durata e articolazione dell'orario di funzionamento);
- valorizzare la progettualità delle scuole e la professionalità dei singoli operatori per la migliore realizzazione del piano dell'offerta formativa, attraverso un impiego flessibile dei docenti;
- sostenere e diffondere i processi di innovazione, di sperimentazione e di realizzazione del processo di autonomia didattica e organizzativa prevista dall'art.21 della L. 59/97 e dell'emanando Regolamento sull'autonomia, nonché le attività di ricerca e progettazione educativa e di valutazione dei processi formativi;
- sostenere la realizzazione dl programmi di prevenzione della dispersione scolastica e di progetti di accoglienza e integrazione di bambini stranieri, nonché di progetti finalizzati alla realizzazione di percorsi didattici individualizzati.

La scuola dell'infanzia, che è coinvolta nella riforma in atto al pari degli altri gradi scolastici, ha anticipato di fatto anche attraverso significativi progetti sperimentali, compreso Ascanio, molti aspetti del processo dell'autonomia, quali ad esempio: l'organizzazione flessibile e funzionale della didattica, dei tempi, degli spazi; il lavoro collegiale dei docenti; l'attenzione peculiare alla dimensione dell'accoglienza; la promozione di varie forme di coinvolgimento delle famiglie; lo stretto rapporto con il territorio; l'attenzione alla dimensione della continuità.
L'introduzione dell'organico funzionale trova, quindi, un solido terreno per radicarsi nella flessibile struttura organizzativa e didattica di questo grado scolastico. L'avvio dell'organico funzionale rientra in una nuova cultura dell'organizzazione della scuola in cui l'impiego diversificato e flessibile del lavoro del docenti è in stretta connessione con la realizzazione dell'autonomia didattica e organizzativa prevista dal citato Regolamento. Il progressivo passaggio al sistema dell'autonomia scolastica, già avviato in via sperimentale dai DD.MM. 765/97 e 25l/98, amplia gli spazi di progettualità delle singole istituzioni scolastiche consentendo di adattare flessibilmente alle singole realtà locali gli indirizzi di carattere generale definiti a livello nazionale e di adottare ogni forma di flessibilità per garantire il successo formativo dei bambini, coerentemente con le finalità e gli obiettivi generali del sistema di istruzione (segnatamente per la scuola dell'infanzia con gli obiettivi educativi definiti dagli Orientamenti del 1991) e per migliorare l'efficacia del processo di insegnamento e apprendimento.
La presente circolare fornisce indicazioni per la definizione dell'organico funzionale della scuola dell'infanzia e delinea alcune linee operative per la prima applicazione per l'a.s. l999/2000. Tali indicazioni assumono carattere di transitorietà in quanto nel corso di detto anno scolastico vigono ancora i commi 2-3-4 dell'art.104 del D.Lgs. 297/94, abrogati dall'emanando Regolamento sull'autonomia a decorrere dal 1 settembre 2000. Si segnala in proposito che è intendimento dell'amministrazione procedere nel corso del prossimo anno scolastico ad un monitoraggio della fase di transitorietà, in vista della fase di sistematicità.
Con la presente circolare si ritiene altresì opportuno riportare, a titolo puramente esemplificativo, alcune possibili variabili dell'organizzazione scolastica da sviluppare in ambiti progettuali, rispondendo all'autonomia didattica e organizzativa prevista dall'art.21 della L.59/97, tali da ampliare le potenzialità formative della scuola materna e di sviluppare i punti di forza esistenti, in rapporto alle sue specifiche finalità e caratteristiche organizzative (par. C, punto 2).
B. Formazione dell'organico funzionale
La definizione dell'organico funzionale sarà prioritariamente rivolta ad assicurare le condizioni essenziali di funzionamento di tutte le sezioni di scuola materna statale funzionanti nell'ambito del circolo didattico. Per la determinazione dell'organico funzionale i Provveditori procederanno ad attribuire i posti alle singole istituzioni scolastiche secondo i seguenti criteri:

n. 2 posti di insegnante per le sezioni che adottano l'orario giornaliero di funzionamento previsto dal comma 1 dell'art.l04 del D.Lgs. 297/94;

n. 1 posto per le sezioni funzionanti per il solo turno antimeridiano.

Dovranno inoltre tener conto della esigenza:

a) di garantire congrue quote di contemporaneità nelle sezioni con orario di funzionamento superiore alle 40 ore settimanali per una adeguata attuazione degli orientamenti del '91;

b) di mantenere, sostenere e diffondere i processi di innovazione, di sperimentazione e di realizzazione del processo di autonomia didattica e organizzativa prevista dall'art. 2l della L.59/97, nonché le attività di ricerca e progettazione educativa e di valutazione dei processi formativi;

c) sostenere la realizzazione dei programmi di prevenzione della dispersione scolastica e di progetti di accoglienza e integrazione di bambini stranieri, nonché di progetti finalizzati alla realizzazione di percorsi didattici individualizzati.

Nel rispetto delle priorità indicate l'assegnazione delle risorse funzionali dovrà essere considerata in riferimento alla significatività dei progetti presentati dalle scuole interessate, da correlarsi ad una attenta valutazione delle condizioni oggettive in cui opera ogni istituzione scolastica.

Pertanto, i progetti riferiti alle finalità sub b) e sub c) del presente paragrafo, da presentarsi in tempo utile per la definizione degli organici di diritto 1990/2000 entro le scadenze stabilite dai Provveditori agli Studi, dovranno contenere l'individuazione chiara del problema che si intende affrontare, gli obiettivi da perseguire, gli strumenti e le condizioni organizzative previsti, le metodologie prescelte, la responsabilità di attuazione, le modalità di verifica dei processi/esiti.

La validità dei progetti più significativi, per l'esame dei quali i Provveditori potranno avvalersi anche delle competenze degli ispettori tecnici di settore, dovrà essere correlata a parametri oggettivi, quali la prosecuzione di progetti con efficacia documentata, il tempo di funzionamento, il numero delle sezioni e dei bambini ecc.

Gli organi collegiali competenti deliberano sulle modalità di impiego dei posti di organico complessivamente assegnati.

Nei limiti della dotazione organica assegnata i dirigenti scolastici, nel rispetto delle competenze dei predetti organi collegiali, procederanno alla formazione delle sezioni e attribuiranno ai singoli docenti le funzioni da svolgere in conformità con i criteri previsti dalla Contrattazione Collettiva Decentrata a livello nazionale e territoriale e in particolare con le disposizioni dell'art.21, comma 5 bis, del contratto collettivo decentrato nazionale sulla mobilità del persona1e della scuola sottoscritto il 20.01.1998 integrato con il C.C.D.N. sottoscritto il 20.01.1999.

Si precisa infine che senza pregiudicare la realizzazione delle iniziative e delle attività descritte sopra e tenendo conto delle caratteristiche demografiche e orografiche delle singole realtà (ed in particolare della distanza tra scuole viciniori e delle vie di comunicazione) eventuali richieste di istituzione di nuove sezioni di scuole materne statali, in seguito a cessazione di scuole materne non statali preesistenti, ovvero di insufficienza delle capacità ricettive in rapporto alla richiesta dell'utenza, con particolare riguardo alle esigenze connesse all'inserimento di alunni portatori di handicap, potranno essere soddisfatte attraverso l'istituzione di ulteriori sezioni, nei limiti consentiti dalle risorse a disposizione.

C. Gestione dell'organico funzionale.

1. Il modello organizzativo.

L'istituto dell'organico funzionale, che valorizza nel contempo l'azione responsabile della scuola e le nuove opportunità offerte dall'autonomia, si inserisce nel quadro di una dimensione organizzativa intesa come fattore essenziale della qualità educativa e professionale della scuola materna. Nella scuola dell'infanzia tale dimensione non si identifica con i soli aspetti "strutturali" dell'organizzazione (orario di funzionamento, calendario scolastico, orario dei docenti ecc.). Il modello organizzativo di questa scuola, infatti, punta alla creazione di un ambiente didattico e relazionale di qualità che, armonizzando i diversi elementi dell'organizzazione scolastica, assicuri ad ogni bambino il benessere psico-fisico e lo sviluppo di tutte le sue potenzialità, ponendo così le basi per il successo formativo.

2. Il gruppo docente e l'organizzazione del lavoro

L'impiego ottimale del personale docente implica la condivisione della responsabilità educativa e didattica, l'armonizzazione delle scelte metodologiche generali e la ripartizione di funzioni ben identificate in una logica di unitarietà, complementarietà e integrazione degli interventi. Le esperienze più valide realizzate nella scuola dell'infanzia hanno anticipato, di fatto, aspetti significativi dell'autonomia. Una gestione efficace dell'organico funzionale consente, pertanto, di dare ulteriore sviluppo ai punti di forza presenti nei patrimonio pedagogico e didattico di questa scuola e, nel contempo, di intercettare le principali istanze dell'autonomia didattica e organizzativa.

L'adozione dell'organico funzionale comporta una riflessione sull'organizzazione complessiva del lavoro docente, a partire all'approfondimento delle fondamentali variabili delI'organizzazione scolastica, promuovendo una decisionalità più diffusa, partecipata e maggiormente finalizzata alla qualità del progetto educativo e culturale della scuola. Si riportano di seguito, a puro titolo esemplificativo, alcuni fondamentali elementi dell'organizzazione scolastica nella scuola materna, allo scopo di facilitare l'individuazione di criteri e modalità utili ad una migliore gestione dell'organico funzionale.

L'orario dei docenti: le modalità di organizzazione degli orari dei docenti costituiscono uno snodo fondamentale per esercitare un'efficace azione di cambiamento entro cui identificare un più razionale e produttivo utilizzo dei momenti di contemporanea presenza. Il passaggio ad un'articolazione flessibile e intenzionalmente programmata dei tempi di contemporaneità consente di migliorare l'offerta formativa complessiva, destinando tali tempi in relazione alle specifiche esigenze del progetto educativo e culturale della scuola (ad esempio, non solo durante le attività di routine, ma anche per personalizzare gli interventi formativi, realizzare attività in piccoli gruppi, esercitare in modo sistematico l'osservazione ecc.). Il lavoro docente va quindi considerato funzionale allo svolgimento delle attività progettate dalla scuola e pertanto va assolto secondo i criteri della flessibilità più volte richiamati. Il tempo scolastico: la scansione dei tempi nella scuola materna assume un'esplicita valenza pedagogica in ragione delle esigenze di relazione e apprendimento dei bambini. Coniugare e armonizzare il tempo di funzionamento e la modulazione oraria dei docenti, non solo nei momenti di contemporaneità può favorire una distribuzione ordinatamente varia ed equilibrata delle opportunità formative nel corso della giornata, della settimana e/o per periodi temporali di maggiore durata.
La sezione, gli spazi, le forme aggregative dei bambini: l'impiego funzionale dei docenti offre maggiori opportunità per realizzare le attività di intersezione e per favorire una più articolata fruizione degli spazi, dei materiali, delle attrezzature e dei sussidi didattici. Inoltre, l'attuazione di diverse forme aggregative dei bambini (piccoli, medi e grandi gruppi, di sezione e di intersezione, omogenei o eterogenei ecc.) oltre ad offrire una gamma più ricca e stimolante di relazioni, consente ai docenti di sperimentare le diverse potenzialità del "gruppo", che può essere inteso non solo come soluzione metodologica, ma anche come una dimensione per crescere, comunicare, apprendere.
L'osservazione, la progettazione, la documentazione: la previsione di un adeguato tempo da dedicare al lavoro progettuale in team - sia con il concorso di specifiche figure professionali per il coordinamento e la razionalizzazione delle diverse aree di intervento, sia nell'ambito di un'ordinaria organizzazione del lavoro docente - permette dì elaborare la progettazione, documentare e controllare la qualità dell'offerta formativa lungo un itinerario progressivo, lontano da schematismi, in coerenza con le osservazioni realizzate in situazione e in sintonia con la plasticità e il dinamismo dello sviluppo infantile. I Provveditori agli studi sono invitati a diffondere con sollecitudine la presente circolare alle direzioni didattiche e agli istituti comprensivi delle rispettive province, in modo da consentire la più ampia pubblicizzazione in vista delle operazioni da attivare.
Valuteranno altresì l'opportunità di indire apposite conferenze di servizio con i dirigenti scolastici per approfondire e discutere, avvalendosi della competenza degli ispettori tecnici, il contenuto della presente circolare e analizzarne le implicazioni operative.

I dirigenti scolastici, dal canto loro, informeranno della presente circolare il collegio dei docenti e il consiglio di circolo in modo che, nell'ambito delle rispettive competenze, questi organi possano trovare utili indicazioni per la programmazione educativa e didattica dell'istituzione scolastica e per la predisposizione dei progetti.


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