L'INTEGRAZIONE DELLE INIZIATIVE


 

L'identità della scuola

La coerenza del Piano e una possibile mappa di categorie

Condizioni generali di svolgimento del servizio scolastico


L'identità della scuola
L'integrazione dei vari progetti e la coerenza delle diverse iniziative esprimono l'identità della scuola. Per chiarire e sottolineare i caratteri di tale identità, la scuola può dare un nome al proprio Piano dell'offerta formativa, un titolo che sintetizzi ed esprima la vocazione specifica dell'istituto. La scuola che ha instaurato un significativo rapporto con il territorio può magari puntare a un titolo che sottolinei la tutela e la valorizzazione dell'ambiente; quella che ha avviato una concreta interazione con la realtà rurale, può trovare un nome che recuperi il lavoro e l'economia contadini. Si tratta di semplici esempi, due tra i tanti possibili, nei quali viene delineato un modello di integrazione dell'offerta formativa che nasce dall'identità effettiva della singola scuola, dalle propensioni dei suoi docenti e dalle tradizioni che coltiva.
Sono questi elementi - e non astratti parametri studiati a tavolino e sganciati dalla concreta realtà dell'istituto - a determinare:

  • i criteri per selezionare i progetti da inserire nel Piano, privilegiandone alcuni e scartandone altri, al fine di rispondere ai bisogni della comunità scolastica e di creare le condizioni per "garantire" il successo formativo;

  • la linea di coerenza, il filo rosso capace di legare tutti i progetti.


La coerenza del Piano e una possibile mappa di categorie
L'esigenza di progettare un Piano dell'offerta formativa deriva oggi alle scuole dalle nuove funzioni che l'autonomia scolastica ha attribuito loro in merito alla determinazione di alcune "quote" del curricolo e all'uso degli strumenti di flessibilità su tutte le "quote" del medesimo curricolo.
Progettare l'offerta significa prendere atto in primo luogo dei bisogni formativi del territorio e, in secondo luogo, tener conto delle condizioni di erogazione del servizio e delle risorse umane e finanziarie disponibili. Il Piano dell'offerta formativa potrebbe essere costituito da tre parti:

  • una centrata sulla costruzione dei curricoli

  • una dedicata al relativo programma delle attività finanziarie

  • una riservata alla esposizione dei criteri di organizzazione ed erogazione del servizio.

In tal modo, in un unico documento la scuola avrebbe il POF, il "Programma annuale" della gestione finanziaria previsto dall'attuale Regolamento di contabilità e la Carta dei servizi.
Il Piano dell'offerta formativa, poiché descrive l'intera realtà della scuola, si presenta con una complessa articolazione. Ciò non vuol dire che sia difficile da formulare. È sufficiente organizzare in categorie le varie attività. Non esiste un modello unico di Piano. Questo risponde infatti, all'identità e alle modalità stesse di progettazione di ciascuna scuola. È possibile tuttavia ipotizzare una mappa delle categorie che il Piano può contenere.


Condizioni generali di svolgimento del servizio scolastico
  • strutture, servizi e regole
  • regole e statuti della scuola: diritti, doveri e forme di partecipazione
  • orari di apertura
  • strutture e servizi che gli Enti locali o altri mettono a disposizione della scuola
  • collegamenti e rapporti con il tessuto urbano
  • Corsi di studio attivati:
  • corsi tradizionali
  • corsi sperimentali
  • orario obbligatorio annuale
  • discipline della quota nazionale del curricolo
  • competenze possedute al termine dei corsi (profili in uscita)
Curricoli, cioè i percorsi effettivamente costruiti dalla singola istituzione scolastica, personalizzabili attraverso l'uso degli strumenti di flessibilità
  • discipline e attività della quota di curricolo riservata alla scuola (solo quando sarà stato attuato quanto previsto dall'art. 8 del Regolamento)
  • compensazioni tra le discipline
  • possibilità di opzione offerte agli studenti e alle famiglie
  • discipline e attività aggiuntive
  • ricerca e sperimentazione
  • modalità e criteri di valutazione degli alunni e per il riconoscimento dei crediti
  • azioni di
      - accoglienza
      - continuità
      - orientamento, ri-orientamento (passerelle)
      - sostegno e recupero
      - promozione delle eccellenze
  • tempi
      - adattamenti del calendario scolastico
      - articolazione dell'orario complessivo annuale di ciascuna disciplina e attività
      - uso della quota del 15% del monte ore annuale per eventuali compensazioni tra le discipline
      - modalità di raccordo tra i tempi dell'insegnamento e i ritmi di apprendimento degli alunni
  • luoghi
      - aule
      - laboratori
      - palestre
      - luoghi esterni (teatri, università, parchi, mete di viaggi d'istruzione)
  • gruppi
      - classi
      - gruppi flessibili di alunni provenienti dalla stessa o da diverse classi
      - gruppi di alunni che frequentano discipline e attività opzionali
      - gruppi di alunni che frequentano discipline e attività aggiuntive
Rapporti
  • accordi di rete con altre scuole (a partire dal 1° settembre 2000 è possibile lo scambio dei docenti che abbiano uno stato giuridico omogeneo)
  • rapporti con il territorio
Risorse umane
  • modalità di impiego dei docenti e del personale ATA
  • modalità di organizzazione dell'istituto
Risorse finanziarie sintetizzate in un "programma" contenente
  • tutte le entrate, aggregate secondo la loro provenienza
  • gli stanziamenti di spesa aggregati
      - per le esigenze del funzionamento amministrativo e didattico generale
      - per i compensi spettanti al personale dipendente per effetto di norme contrattuali e/o di disposizioni di legge
      - per le spese di investimento
      - per i singoli progetti da realizzare
Criteri per il monitoraggio, la valutazione degli esiti, le conseguenti azioni correttive.
  • indicatori e parametri riferiti all'intero piano e ai singoli progetti
  • componenti coinvolte
  • eventuali osservatori esterni
  • tempi
  • azioni correttive
  • strumenti di documentazione

Schede illustrative finanziarie dei singoli progetti concepiti come espressione coerente dell'identità della scuola nelle quali siano riportati:

  • la fonte di finanziamento
  • l'arco temporale in cui l'iniziativa deve essere realizzata
  • i beni e i servizi da acquistare
  • la spesa complessiva prevista per la sua realizzazione
  • le quote di spesa eventualmente attribuite a ciascun anno finanziario, fatta salva la possibilità di rimodulare queste ultime in relazione all'andamento attuativo del progetto

Dal 1° gennaio 2001 le scuole possono utilizzare le risorse finanziarie loro assegnate indifferentemente per l'acquisto di beni (spese in conto capitale) e per il funzionamento amministrativo e didattico (spese di parte corrente). Questa opportunità, prevista dal D.L. 240/2000 (da convertire in legge entro la fine di ottobre), anticipa un aspetto essenziale del nuovo Regolamento di contabilità. Il bilancio 2001 può essere organizzato in capitoli non più distinti per tipologia di spesa, ma corrispondenti ai progetti che costituiscono, nella loro coerente organicità, il Piano dell'offerta formativa. Pertanto quest'ultimo, come sintesi dei progetti di ciascuna scuola, rappresenta la base del bilancio di istituto.
Nella pianificazione dell'offerta formativa il gruppo di progettazione deve poi curare con particolare attenzione:

  • la realizzabilità: il Piano non deve essere un cassetto pieno di sogni destinato a "impressionare" il pubblico dei potenziali utenti, ma un'organica sintesi di ciò che ciascuna istituzione scolastica può coerentemente e realisticamente fare;

  • la verificabilità: il Piano deve contenere gli elementi (indicatori di successo generali e dei singoli progetti, metodi di monitoraggio ecc.) che consentano la verifica dei risultati;

  • la flessibilità: il Piano deve descrivere le procedure utilizzate perché siano possibili modifiche in caso di esiti negativi anche parziali;

  • la stabilità: il Piano deve avere una dimensione pluriennale per dare agli utenti e al territorio una prospettiva formativa certa, fondata su indicatori solidi e non su esigenze di breve respiro o addirittura su mode;

  • la condivisione: il Piano deve essere il frutto di una piena condivisione delle varie componenti della scuola o almeno di una negoziazione degli eventuali punti di contrasto;

  • la comunicabilità: il Piano deve poter essere comunicato a tutti i soggetti interessati. Rispetto a una più ampia stesura utile per le componenti interne della scuola, se ne può prevedere una versione ridotta destinata ai soggetti attivi nel territorio (Enti locali, agenzie formative tra cui in primo luogo le altre scuole, associazioni professionali e disciplinari etc.) e alla "utenza potenziale";

  • la chiarezza: il Piano deve essere semplice e quindi facilmente comprensibile da studenti, genitori e dai "non addetti ai lavori in genere".