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 IFTS

LINEE GUIDA PER LA PROGRAMMAZIONE DEI PROGETTI PILOTA IFTS 1999 - 2000 E PER LE MISURE DI ACCOMPAGNAMENTO PER L'INTEGRAZIONE DEL SISTEMA FIS


1. Premessa

Il processo di programmazione si articola su una progressiva messa a punto - sia a livello nazionale che regionale - . Gli strumenti che consentono tale risultato sono individuati, ad entrambi i livelli, nei seguenti:
a - Linee di programmazione regionale e Linee di programmazione nazionale
b - Quadro delle risorse nazionale e Quadro delle risorse regionale
c - Documento di programmazione regionale
d - Piano nazionale per la sperimentazione 1999-2000 e Piano regionale per la sperimentazione 1999-2000


1. Obiettivi del processo di programmazione

L'obiettivo della fase di sperimentazione 1999-2000 è quello di contribuire alla messa a regime del sistema FIS, istituito con l'art.69 della legge sul lavoro e l'occupazione 17 maggio 1999 n.144. Per questa ragione è necessario favorire una programmazione più strutturata dei corsi, con particolare riferimento al processo di individuazione delle figure professionali cui tale offerta si rivolge ed alla cui formazione deve provvedere in risposta alle dinamiche presenti nel mercato del lavoro.
Al fine di sviluppare un sistema nazionale riconoscibile in ambito internazionale, saranno incentivati progetti multiregionali che favoriscano anche il riequilibrio territoriale e la qualità dell'offerta e/o quelli che prevedano al loro interno moduli e percorsi gestiti in collaborazione fra più regioni.
Di conseguenza, è di primaria importanza l'individuazione di un sistema nazionale di standard formativi riferiti a figure professionali di ampia spendibilità rispondenti alle effettive esigenze del territorio, che costituiscano il necessario riferimento per la programmazione dell'offerta formativa e la progettazione dei percorsi IFTS.

2. Il percorso di programmazione a livello nazionale

2.1. I compiti

In considerazione della crucialità di tale processo e della sua complessità di realizzazione, dovranno essere avviate due azioni con prospettive diverse, di breve e di medio periodo:
- per la programmazione dei nuovi corsi IFTS - che saranno oggetto dei bandi regionali da emanare entro settembre 1999 - si darà avvio ad una fase preliminare di più veloce esecuzione che consenta di arrivare alla definizione di un piano nazionale per la sperimentazione 1999-2000. Tale processo si svolgerà attraverso una stretta interrelazione con l'analogo impegno affrontato a livello regionale. Tale piano prenderà in considerazione anche gli ambiti di attività non ancora interessati dalla prima fase di sperimentazione (rispetto sia ad aree di intervento, sia a metodologie di realizzazione);
- per la messa a regime del sistema e l'individuazione di un piano maggiormente strutturato e correlato agli obiettivi di sviluppo socio-economico in un ottica triennale, sarà indispensabile l'avvio di un articolato processo di concertazione interistituzionale e con le parti sociali, da delineare nel Piano triennale, sulla base dei risultati della precedente fase e nella prospettiva della costruzione di un sistema integrato.

2.2. Individuazione delle macroaree e delle modalità di lavoro

Per la sperimentazione 1999-2000, é preliminare la definizione delle macroaree da considerare e della loro rappresentatività` nel piano 99-2000.
Il processo di individuazione delle macroaree va effettuato sulla base di alcuni elementi fondamentali:
- le indicazioni della commissione europea relative al NAP Italia 98 e, più in generale, le linee strategiche in tema di occupazione, lavoro, investimenti individuate nel NAP Italia 99, nel DPEF e nella programmazione di Agenda 2000
- le aree del mercato del lavoro a livello sovranazionale, nazionale, regionale e locale - rilevanti dal punto di vista del fabbisogno di professionalità emergente nel breve e medio periodo
- le indicazioni provenienti dalla sperimentazione 98-99 in relazione all'individuazione delle figure professionali (macroaree privilegiate e tipologie di professionalità) o comunque reperibili con riferimento ad esperienze pregresse
- le Linee di programmazione regionale 1999-2000 elaborate dalle Regioni contenenti indicazioni circa le macroaree e le figure professionali
- I processi di riorganizzazione della Pubblica Amministrazione e gli obiettivi individuati nel piano straordinario per la formazione dei pubblici dipendenti.

A questo scopo il Comitato nazionale di progettazione promuove la costituzione di gruppi di lavoro relativi alle macroaree individuate, nei quali potrà essere prevista la presenza di esperti provenienti da organismi o soggetti (istituzionali e non) particolarmente significativi rispetto a: la rilevazione dei fabbisogni, le dinamiche di sviluppo economico e occupazionale, le riflessioni sulle politiche ed i processi formativi, le innovazioni in campo metodologico-didattico, oltre a rappresentanti del mondo del lavoro.

I risultati dei gruppi di lavoro saranno oggetto di valutazione da parte del Comitato nazionale per l'elaborazione del documento di individuazione delle figure professionali relative alle macroaree che dovrà tener conto degli elementi di cui sopra.

Per ciascuna delle figure professionali si procede alla definizione degli standard formativi minimi.
A livello regionale compete l'individuazione delle specificità dei relativi profili professionali e l'eventuale implementazione degli standard formativi minimi.

3. Il percorso di programmazione a livello regionale

A partire dal maggio 1999, le Regioni, anche sulla base dei primi elementi conoscitivi delle esperienze in corso, elaborano - attraverso i Comitati regionali per la programmazione, promozione, monitoraggio e valutazione e con i supporti che riterranno opportuni - le Linee di programmazione regionale e una proposta relativa alle azioni di sistema, che tenga conto delle azioni considerate prioritarie di cui al successivo punto 4.
Le Regioni indicano l'entità delle risorse attivabili per l'anno 99-2000 nel proprio ambito territoriale
Sulla base della considerazione degli indirizzi contenuti nelle Linee di programmazione nazionale (fornito in tempi utili alle Regioni ed elaborate secondo le modalità` descritte al precedente punto 2), le Regioni elaborano un proprio un Documento di programmazione regionale sulla materia attraverso cui dimensionano e integrano le indicazioni fornite dalle Linee di programmazione nazionale.
Tale documento individua sia le macroaree sia i settori produttivi su cui orientare gli interventi sia le misure di accompagnamento di dimensione regionale.
A partire dai risultati del dialogo interistituzionale e sociale, il Comitato di progettazione nazionale procede all'integrazione dei documenti ed alla definizione sia della programmazione dei corsi di Istruzione e formazione tecnica superiore sia dei progetti relativi alle azioni di sistema attraverso l'approvazione del Piano nazionale per la sperimentazione 1999-2000 (entro il 15 luglio)

4. Progetti relativi alle misure per l'integrazione di sistema FIS

Il Comitato nazionale di progettazione promuove la definizione delle seguenti misure per l'integrazione del sistema FIS, considerate prioritarie:

1. il monitoraggio e la valutazione

2. modalità di applicazione del bilancio di competenze in ingresso ai percorsi

3. il processo e gli strumenti di certificazione delle competenze

4. le metodologie di analisi dei fabbisogni di professionalità` in chiave formativa

5. riconoscimento dei crediti formativi verso i percorsi universitari

6. riconoscimento dei crediti formativi nel mondo del lavoro e delle professioni

7. le misure di accompagnamento ai percorsi IFTS

8. la progettazione formativa per Unità Formative Capitalizzabili

9. l' elaborazione di modelli per la formazione integrata dei formatori

10. il collegamento e il potenziamento dei servizi di orientamento in modo integrato

11. elaborazione di modelli di formazione continua e permanente

In un quadro nazionale di coerenza degli obiettivi di sviluppo e di piene attuazione delle politiche attive del lavoro nonché di pari opportunità su tutto il territorio, tali interventi hanno lo scopo di sostenere l'impegno delle Regioni e delle Autonomia locali, allo scopo di :

a) Migliorare la copertura delle aree di domanda formativa

Il conseguimento di questo obiettivo potrà essere concretizzarsi nelle seguenti azioni:

- verifica della rispondenza delle attività formative svolte nella prima fase della sperimentazione in rapporto alle modalità` sistematiche di analisi dei fabbisogni nel comparto tecnico-professionale (SPIN, EXCELSIOR ...)
- individuazione delle aree non coperte con particolare riferimento all'ambito della piccola e media impresa innovativa, dei servizi e della pubblica amministrazione
- stimolo ai soggetti erogatori affinché si delineino e di conseguenza si realizzino attività coerenti alle esigenze formative dei settori che presentano una copertura inadeguata rispetto alla prima fase dell'azione sperimentale
- eventuale abbandono di corsi connessi a profili professionali che hanno dimostrato eccesso di offerta o carenza di domanda o inadeguatezza rispetto alla qualità
- monitoraggio dei risultati in termini di occupazione

b) Rafforzamento della natura di sistema con caratteri peculiari

Tale linea di azione potrà concretizzarsi nelle seguenti azioni:

- elaborazione di una procedura amministrativa in grado di far fronte in modo razionale alla varietà`di sotto-sistemi tipici dei 4 soggetti coinvolti e di condurre ad una gestione trasparente delle risorse finanziarie;
- attivazione di progetti di miglioramento delle capacità di concertazione e programmazione microterritoriale;
- attivazione di azioni di monitoraggio volte a individuare "buone prassi" ed a far circolare la relativa documentazione nel sistema FIS;
- attivazione di una banca dati in grado di contenere i vari elementi informativi relativi alle azioni: profili professionali, repertori di competenze, standard formativi, materiali didattici, procedure operative (es.: dispositivi di valutazione e monitoraggio, gestione dello stage, riconoscimento dei crediti formativi...);
- attivazione di interventi di formazione delle figure coinvolte nella realizzazione degli interventi, anche con modalità` non tradizionali (es. autoformazione assistita anche con elementi di formazione a distanza, etc.);
- creazione di strumenti (cartacei, telematici) di pubblicizzazione e diffusione degli elementi chiave della sperimentazione.

5. Definizione delle risorse disponibili

5.1. Il Comitato nazionale di progettazione elabora un documento concernente le risorse rese disponibili da parte dei Ministeri interessati per il 1999-2000 e da destinare al finanziamento dei corsi e delle misure di accompagnamento in tempo utile per la definizione dei piani regionali

5.2. Le Regioni indicano le disponibilità finanziarie per il periodo in questione. Gli enti locali - come previsto al punto 10, cap. 6.3. del Documento del 9 luglio)- possono concorrere con risorse proprie all'ampliamento delle disponibilità finanziarie a base della programmazione regionale (entro il 30 giugno)

5.3. Il Comitato nazionale di progettazione elabora un documento contenente i criteri di attribuzione dei diversi tipi di risorse finanziarie da proporre alle istituzioni competenti. Il Piano nazionale per la sperimentazione 1999-2000 prevede il quadro riepilogativo delle risorse destinate ad ogni tipo di programma a valenza regionale e multiregionale, alle azioni di sistema, inclusi eventuali progetti pilota (entro il 15 luglio)

5.4. Le Regioni, tenuto conto delle priorità` dei propri piani di sviluppo, predispongono il piano regionale, da adottare entro il 31.7.99 e comunque entro tempi utili ai fini dell'emanazione dei bandi entro il 5 del mese di settembre.

5.5. Come previsto dalla direttiva generale per l'azione amministrativa e la gestione per l'esercizio 1999 del Ministro della PI (in corso di perfezionamento) e dall'art.69 della legge 17 maggio 1999, n.144, nell'individuazione delle norme amministrativo-contabili da applicare alla gestione degli interventi integrati, devono essere assunti riferimenti univoci, che promuovano la messa in comune delle risorse disponibili ai vari livelli territoriali, ivi comprese quelle comunitarie, da parte dei soggetti coinvolti in base alla stipula di accordi organizzativi ai sensi della legge 241/90 art.15, ovvero attraverso forme consortili tra scuole medie superiori, università, enti pubblici di ricerca, centri e agenzie di formazione professionale e imprese. A quest'ultimo fine va promossa la costituzione di consorzi o di associazioni di scopo tra i predetti soggetti. Negli accordi è indicato il soggetto attuatore.

5.6. Per la messa a regime del sistema, a partire dalle risorse stanziate dalla legge finanziaria 2000, il Ministero della Pubblica Istruzione si impegna a promuovere le iniziative che consentano l'assegnazione delle risorse alle Regioni sulla base dei piani da esse predisposti ed elaborati nel quadro delle linee di programmazione nazionale


6. Bandi regionali

6.1 Tutti i progetti dei corsi IFTS sono oggetto di bandi regionali

6.2 Il Comitato nazionale di progettazione elabora una proposta di modello di bando regionale, comprensiva dei criteri generali di valutazione dei progetti presentati a bando, nonché degli standard di costo per ogni tipologia di progetto (in termini di 2, 3 o 4 semestri oppure di ore complessive). Nel bando sono inclusi anche eventuali progetti pilota di particolare interesse sovraregionale.

6.3 Le Regioni emanano i bandi (entro il 5 settembre).


7.Revisione delle linee guida sulla progettazione esecutiva

Il Comitato nazionale di progettazione entro il 30 giugno 1999 aggiorna le linee guida già adottate per la fase 98-99


Quadro delle scadenze (ipotesi ottimale)

Azione Nazionale Regionale Scadenza
Avvio processo di programmazione X x maggio
Linee di programmazione regionale   x 30 maggio
Linee di programmazione nazionale X   15 giugno
Quadro delle risorse nazionali X   30 maggio
Quadro delle risorse regionali   x 15 giugno
Documento di Programmazione regionale   x 30 giugno
Modello di bando X   30 giugno
Aggiornamento delle linee guida X   30 giugno
Piano nazionale per la sperimentazione 1999-2000 X   15 luglio
Piano nazionale per la sperimentazione 1999-2000   x 31 luglio
Bandi regionali   x 5 settembre
Avvio delle attività     novembre




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