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Le novità del mese di  LUGLIO 2008
 





PROGRESS TOWARDS THE LISBON OBJECTIVES IN EDUCATION AND TRAINING
Indicators and benchmarks (2008)
Nel Documento di lavoro pubblicato dalla Commissione europea (versione definitiva nel 2008) in accompagnamento al Quarto rapporto annuale congiunto del Consiglio e della Commissione sull’attuazione del programma di lavoro “Istruzione e Formazione 2010”, sono evidenziati i progressi fatti nel raggiungimento degli obiettivi fissati dalla strategia di Lisbona nel settore dell’istruzione e della formazione.

I risultati evidenziano la necessità di ulteriori sforzi da parte degli Stati Membri per dare risposta alle sfide di Lisbona 2010.

I progressi degli stati membri sono misurati sulla base dei 5 benchmark stabiliti dal Consiglio Istruzione nel maggio 2003 e sulla base di 16 nuovi indicatori identificati e adottati dal Consiglio Istruzione nel maggio 2007. Sulla base di questi indicatori e delle priorità politiche del programma “Istruzione e formazione 2010”, il rapporto è strutturato in 8 capitoli che si focalizzano su altrettanti aspetti chiave:
  • Equità nei sistemi educativi e formativi
  • Efficienza nei sistemi educativi e formativi
  • Promozione dell’apprendimento permanente
  • Competenze chiave
  • Modernizzazione dell’istruzione scolastica
  • Modernizzazione dell’istruzione e formazione professionale
  • Modernizzazione dell’istruzione superiore
  • Occupabilità
In particolare in quest’ultima area vengono messi in evidenza, riguardo la situazione italiana, i dati relativi al 2004 dai quali risulta che un anno dopo la fine del ciclo di istruzione il 50% degli studenti sono ancora senza lavoro (lo stesso dato è riscontrabile in Grecia, Polonia, e Slovacchia). Inoltre, i lavori temporanei alla fine del ciclo di formazione sono la regola, in Italia nel 50% dei casi. Questa situazione unitamente ai dati riguardo l’abbandono scolastico ed il tasso di disoccupazione giovanile rendono la situazione nazionale avvicinabile alla Bulgaria ed alla Romania.

In relazione ai 5 benchmark, le principali conclusioni che emergono dal rapporto sono le seguenti:
  • Il tasso degli abbandoni scolastici precoci è ancora troppo alto, infatti, nel 2006, circa sei milioni di giovani europei tra i 18 e i 24 anni hanno abbandonato anticipatamente gli studi. Si deve ancora scendere di due milioni per poter rientrare nel parametro di riferimento, nel quale il tasso di abbandoni deve essere più alto del 10%. I paesi che evidenziano i migliori risultati sono: la Repubblica Ceca (5,5%), la Polonia (5,6%) e la Slovacchia (6,4%). L’Italia migliora rispetto all’anno 2000 (25.3 %) ma la percentuale italiana attuale del 20,8% è tuttora alta rispetto alla media europea del 15,3%,.
  • È anche troppo basso il numero dei diplomati del secondo ciclo ancora all’85%, e per raggiungere i risultati auspicati sarebbero necessari due milioni di giovani diplomati in più. I paesi che hanno i tassi più promettenti sono la Repubblica Ceca (91,8%), la Polonia (91,7%) e la Slovacchia (91,5%). La media europea si attesta al 77,8%. L’Italia migliora rispetto all’anno 2000 ma rimane sempre sotto la media europea con il 75,5%.
  • La partecipazione degli adulti alle attività di apprendimento permanente è ancora inadeguata; perché il tasso di partecipazione del 12,5% sia ottenuto entro il 2010 occorrerebbe un aumento degli adulti in formazione pari a 8 milioni. La media europea rimane ancora bassa (9,6%), con paesi che la superano largamente: Svezia (32,1%), Danimarca (29,2%), Regno Unito (26,6%) mentre l’Italia è ancora molto lontana da queste percentuali e si attesta al 6,1%.
  • Sono particolarmente allarmanti i livelli di competenza nella lettura dei giovani quindicenni: circa un alunno europeo quindicenne su 5 legge ancora con difficoltà. I paesi che possono vantare i migliori risultati sono: la Finlandia, l’Irlanda e i Paesi Bassi. Secondo gli ultimi dati OCSE PISA anche l’Italia ha una percentuale ancora troppo alta di alunni con scarse competenze nella lettura, il 23,9% rispetto a una media europea del 19,8%.
  • Il solo obiettivo che è stato rispettato è quello relativo al tasso dei diplomati nel settore scientifico e tecnologico, la cui media europea è già superiore al benchmark di riferimento. I tre paesi che hanno la percentuale più alta sono l’Irlanda, la Francia e la Lituania. Nel 2005 in Estonia, Grecia, Polonia, Austria e Italia si registra la più grande crescita di laureati (>10%).
In riferimento alla situazione nazionale tra gli altri indicatori positivi vanno evidenziati i risultati dell’Italia nella ‘Partecipazione all'istruzione prescolare’ con un tasso del 100% in relazione ad un tasso di partecipazione del 85,7% in Europa. Inoltre in relazione all’istruzione per persone con bisogni specifici l’Italia si trova con altri 6 paesi (Cyprus, Greece, Malta, Norway, Portugal and Sweden) ad avere solo circa 0,5 % di alunni inseriti in scuole speciali o classi, e in particolare “Italy now teaches almost no pupils with special education needs in special settings” (pag. 40 del Progress Towards the Lisbon Objectives in Education and Training, 2007).

Infine, anche altri indicatori mostrano la necessità di sollecitare le riforme nel settore dell’istruzione e della formazione. Per quanto riguarda l’insegnamento delle lingue, infatti, ancora pochi alunni dell’UE imparano almeno due lingue straniere fin dal livello primario e secondario inferiore, come richiesto dal Consiglio europeo di Barcellona nel 2002. In particolare nella sezione che riguarda lo sviluppo delle competenze chiave ed in particolare le competenze linguistiche, si evidenzia che vengono studiate meno lingue straniere nel secondo ciclo di istruzione nel 2005 rispetto al 2000 in cinque paesi tra i quali l’Italia con la Repubblica Ceca, Cipro, Lettonia e la Lituania.


Allegati:

> Documento completo

> Schede illustrative





 
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