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Cerimonia di apertura dell'anno scolastico 2004-2005

SALUTO DI LETIZIA MORATTI
MINISTRO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA


Roma, Complesso Monumentale del Vittoriano, 20 settembre 2004

Ho pensato a lungo a che cosa dirvi in questo giorno, in questo momento che segna, per i bambini e le bambine del primo anno di scuola, l'avvio di un percorso importante; in questo momento che segna, per tutti gli altri che hanno già iniziato l'esperienza scolastica, il ritrovarsi insieme dopo le vacanze estive.

Questo momento, questo giorno sono stati sempre un'occasione di gioia, di festa, con la partecipazione di tante classi che ci hanno portato le loro esperienze più belle, con attori, cantanti, sportivi che ci hanno allietato e testimoniato come il successo si ottenga con l'impegno; che ci hanno testimoniato l'importanza della musica, del teatro, dello sport, per una vita arricchita dalle cose belle e da quel senso di pienezza derivante dall'equilibrio tra attività intellettuale e fisica.

E questo giorno è tradizionalmente reso importante dalle parole piene di contenuti che il Presidente Ciampi, il nostro Presidente, ci dedica.

È giusto che anche oggi viviamo un giorno di festa, ma non possiamo non pensare ai tragici avvenimenti che hanno spezzato, in un Paese apparentemente lontano, la vita di tanti giovani. Abbiamo visto immagini che non potremo mai più dimenticare, la nostra serenità è stata turbata dagli echi di grida di dolore che rimarranno sempre nei nostri cuori.

Vorrei oggi dedicare alcune riflessioni a voi, docenti che avete scelto questa professione, questa missione che ha il compito più difficile nella nostra società: quello di educare, custodendo il bene più prezioso del mondo rappresentato da giovani vite che crescete con la vostra competenza, che alimentate col vostro affetto.

Quest'anno la scuola vive un momento di cambiamento ed è nostro impegno far sì che possiate viverlo il più serenamente possibile, perché attraverso la vostra esperienza vissuta quotidianamente accanto ai vostri studenti possiamo costruire una scuola migliore. La nuova scuola che abbiamo progettato vi dà strumenti importanti per aiutare i giovani a crescere come persone libere, responsabili, futuri cittadini che possano impegnarsi a costruire una società più giusta.

Penso alle "educazioni" che caratterizzano la nuova scuola: l'educazione alla cittadinanza, alla legalità, all'ambiente, sono una parte importante di tutto il percorso formativo.

Abbiamo spesso parlato dell'importanza di rafforzare la missione educativa della scuola, di costruire una scuola basata sui valori, sul dialogo, sulla comprensione reciproca, sulla solidarietà. L'appello che desidero lanciarvi oggi, cari docenti, è quello di aiutare i ragazzi a vivere una scuola fatta di amicizia, di amore per il prossimo. Il rispetto per gli altri, la comprensione per chi ha idee diverse dalle nostre, non possono che nascere dalla capacità di vivere sentimenti profondi, dalla capacità di amare anche chi non è strettamente legato a noi, perché tutti siamo uguali, accomunati, al di là di ogni diversità, dall'essere uomini e donne.

Molti sono gli strumenti che avete a disposizione: la musica che parla un linguaggio universale e può arrivare al cuore di ognuno; l'arte che ci insegna la bellezza; la lettura che al di là del tempo storico ci proietta in una dimensione interiore e ci fa capire come, nei Paesi e nelle epoche più diversi, l'uomo palpiti per le stesse gioie e soffra per gli stessi dolori.

Questo è l'anno europeo dello sport. Anche l'attività sportiva può essere maestra di vita perché insegna a stare insieme nel rispetto delle regole, con il sacrificio personale per il successo di tutti i compagni di squadra.

Sono certa, cari insegnanti, che utilizzerete tutti questi strumenti. Sono certa che lo farete con amore, perché soltanto così quanto trasmetterete ai ragazzi vivrà in loro, crescerà e si diffonderà illuminando gli angoli più bui di questo nostro mondo.

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