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Premessa
A partire dal 1962, anno della legge istitutiva della scuola media unica, l'ordinamento della scuola secondaria di I grado ha reso obbligatorio lo studio di una lingua straniera per 3 ore settimanali, per tutta la durata del corso degli studi (3 anni) e per un totale di circa 100 ore di insegnamento per anno.
Già nell'anno scolastico 1987-88, tuttavia, riconoscendo la sostanziale insufficienza dell'offerta formativa nel campo dell'insegnamento delle lingue straniere rispetto alla richiesta sempre più pressante della società civile in evoluzione, il Ministero della Pubblica Istruzione, in base dell'art.3 del DPR 419/74, ha introdotto una sperimentazione per l'insegnamento di una seconda lingua straniera nella scuola media.
Il carattere sperimentale dell'iniziativa ha consentito di soddisfare solo in parte il bisogno di formazione linguistica delle famiglie.
La sperimentazione dello studio di una seconda lingua straniera nella scuola media coinvolge:

  Valori assoluti % del totale
Scuole 3.386 42
Classi 15.538 18
Alunni 330.667 19

La lingua inglese è la più richiesta dalle famiglie (93,9% del totale).
Nel corso degli ultimi anni la domanda di formazione linguistica è aumentata fortemente; una pluralità di vincoli ha, tuttavia, impedito di estendere l' introduzione di una seconda lingua straniera nella scuola media.
Le istituzioni comunitarie sollecitano con forza i Governi nazionali a favorire lo studio di almeno due lingue comunitarie; infatti il libro bianco: "Insegnare e apprendere" (Documento Programmatico della Comunità Europea sulla Formazione), pubblicato nel 1996, fissa come quarto obiettivo prioritario l'insegnamento di due lingue comunitarie.
La Direzione Generale per l'Istruzione Secondaria di I grado ha pertanto avviato, nell'ultimo biennio, una serie di iniziative per verificare la possibilità di estendere il raggio d'azione della sperimentazione della seconda lingua straniera e per individuare nuove modalità operative più flessibili e più rispondenti ai reali bisogni.
Tra le varie iniziative va citata la costituzione di una Commissione di studio tecnico-scientifica, coordinata dal Professor Giancarlo Porcelli dell'Università di Milano che, a conclusione dei suoi lavori di ricerca ha evidenziato come l'insegnamento di due lingue straniere contribuisca al miglioramento complessivo delle capacità cognitive degli alunni.

Introduzione dell'insegnamento non curricolare e facoltativo di una seconda lingua comunitaria nella scuola media
La legge 18 dicembre 1997 n 440 ha istituito un fondo denominato "Fondo per l'arricchimento e ampliamento dell'offerta formativa e per gli interventi perequativi" destinato a finanziare alcune azioni nell'ambito della piena attuazione dell'autonomia scolastica: l'introduzione dell'insegnamento di una seconda lingua comunitaria nelle scuole medie si pone come uno degli obiettivi prioritari.
La Direttiva n 252 del 29 maggio 1998, attuativa della legge 440/97, ha fissato le modalità di ripartizione delle somme tra i diversi ambiti di intervento.

Con la Circolare n 304 del 10 luglio 1998 il Ministero ha fornito le indicazioni per l'introduzione della seconda lingua straniera nella scuola media, (da scegliere tra inglese, francese, tedesco e spagnolo), stabilendo modalità di insegnamento e apprendimento di assoluta innovazione.

I contenuti più innovativi del progetto sono:

  • insegnamento non curricolare, aggiuntivo e facoltativo rivolto a gruppi costituiti, di norma, da 15 alunni, anche di classi diverse;

  • monte-ore complessivo di 240 ore articolato, di norma, su tre anni scolastici;

  • obiettivi di tipo comunicativo rivolti alle abilità audio orali e alla comprensione scritta, funzionali alla comunicazione essenziale;

  • soluzioni organizzative che permettano la scelta di percorsi differenziati e flessibili (multi-modularità);

  • utilizzo delle nuove tecnologie didattiche;

  • certificazione dei risultati dell'apprendimento sia interna alla scuola sia esterna con il ricorso a Enti certificatori riconosciuti a livello europeo.

Anche dal punto di vista dell'individuazione dei docenti e degli esperti esterni, il provvedimento introduce modalità flessibili e innovative, coerenti con l'autonomia delle Istituzioni scolastiche.
Possono essere chiamati all'insegnamento:

  • docenti in servizio fino al massimo delle ore consentite per prestazioni aggiuntive;

  • esperti esterni al sistema scolastico con i quali vengono stipulati contratti d'opera.

I docenti e gli esperti in possesso di titoli di specializzazione per l'insegnamento della lingua straniera rilasciati da Università straniere o Istituti stranieri autorizzati vengono utilizzati con priorità assoluta.
Il quadro delle novità è completato da:

  • potenziamento delle risorse tecnologico-didattiche della scuola;

  • istituzione di Centri Risorse Territoriali presso una scuola del territorio adeguatamente attrezzata (aule multimediali, software didattico, archivi di documentazione, servizi telematici, collegamenti INTERNET, ecc.), come luogo fisico di incontro e socializzazione delle esperienze dei docenti di varie discipline;

  • individuazione di un apposito referente provinciale.

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